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PER UN’ANTROPOLOGIA DELLA DANZA

REVES DE LUMIERE (Venezia 1997). I sogni sono anche incubi, delirii, fallimenti di un’età postuma e globale. Ma le mani di Kemp sempre tengono l’energia, i piedi tengono la terra, ‘sciando’ come nel teatro Noh, la testa ovale irradia consapevolezza. Il prana emanato conferisce la magia del movimento che sempre fluisce senz’angoli e in ogni direzione.
Kemp è il dolce eroe della non-parola (mai), dell’arcaico “sorriso degli dei” (Genet). Il suo canto inudibile è qui un inno nello strazio del cigno che affonda (Nuria Moreno), il volo d’Icaro (Nijinskij che vuol essere dio), o l’Angelo dalle immense ali che brucia (come le rovine da cui fugge l’Angelo di Benjamin) e lentamente si riconsegna alla terra.
Una drammaturgia fastosa attorno (bravissimi attori), per uno sviluppo complesso, che giunge fino al cruento omicidio sacrificale. Meglio che nelle folgorazioni “acefaliche” di Bataille, qui una felice rotondità, da embrione futuro, mostra l’impalpabilità dell’estasi preceduta comunque dal sacrificio del corpo fisiologico.

La musica del brano è di Giuseppe Verdi. L’applauso sarebbe stato senza fine.

TEATRO VALLE-ORCHESTRA MALANCIA

Al Teatro Valle occupato di Roma, 29 dicembre 2011, un momento magico di musica fino a notte inoltrata (dopo la Festa a Monicelli in piazza Madonna dei Monti) regalato dall’orchestra di fiati e bandoneons Malancia: musica-danza popolare e colta, che ha provocato a danzare:

LA FESTA A MONICELLI

29 novembre 2011. Candele sugli scaloni della fontana in piazza Madonna dei Monti, un cerchio di gente attorno ai fiati per Monicelli, una ‘squadra’ affigge la targa “PIAZZA MARIO MONICELLI – MUOIONO SOLO GLI STRONZI”, mentre i fiati intonano Pecura mia. Grande commozione e ironia insieme.

KATSUO  OHNO

Nel commosso articolo di ieri (3 giugno 2010) sul “Manifesto” Gianfranco Capitta scrive che “se ne è andato a centoquattro anni il patriarca del butoh, il maestro dell’ambiguità nel cui corpo grinzoso e nelle cui mani «parlanti» si sono incontrate per sempre la grazia della danza e il bisogno della pace. La sua storia ha origini lontane, all’alba del secolo scorso. Nasce sull’isola di Hokkaido da un pescatore di madrelingua russa. Ha un’educazione piccoloborghese e inizia a lavorare come insegnante di arte scenica. Diventerà forzatamente ufficiale dell’esercito, per essere mandato su uno dei vari fronti aperti dal Giappone. La visione che gli cambierà la vita è veder danzare Antonia Mercè, una ballerina spagnola in tournée in Asia …” Ma solo nel 1977 mostrerà in pubblico la sua Admiring l’Argentina, con quell’abito nero e il cappello a larghe falde con un gran fiore rosso. Alla fine della guerra incontra il butoh, forma di danza che è un’ardua, lentisssima meditazione corporea sul dolore universale.  Ohono è anche cristiano e amante della musica occidentale, come mostra nelle sue pièce più famose. Carolyn Carlson l’aveva voluto come guest star alla Biennale danza che dirigeva.

La serata veneziana di cui mostriamo un frammento (per la prima volta dopo dodici anni) è unica per la presenza jeratica del figlio Yoshito – uno stile butoh completamente diverso – infinitamente riverente verso il padre, e quella di Antonioni (assieme ad altri notabili dello spettacolo italiano) dalle cui mani riceve il premio. Applausi interminabili lo costringono a un ultimo bis, dopo il gesto d’affetto quasi impercettibile, con cui ha carezzato la mano sana di Antonioni e vi ha chinato la testa per ringraziarlo. Così riprende una volta ancora, gli occhi lucenti in quella maschera di compassione, sorriso e grazia, le mani che disegnano mini-armonie, l’esile corpo appena ondeggiante, in un brivido d’ironia e dolcezza insieme, in quell’assoluta, indomabile fragilità di fronte alla quale è impossibile trattenere le lacrime.

LIGIA FRANCA al termine  dell’unico concerto italiano (9 maggio 2010) alla Gran Guardia di Padova invita Alessandra e Roberto a un’IMPROVVISAZIONE di un SAMBA di coppia

JENNIFER CABRERA, HECHICERA A LA PALABRA DE VENEZIA

Nessuna esperienza del suo straordinario curriculum artistico nei cinque continenti è smarrita, in questo frammento iniziale di Jennifer Cabrera per La Palabra en el Mundo, V edizione del festival internazionale di poesia veneziano, svoltosi il primo dei 2 giorni a Villa Herriot, Giudecca – a cura di Anna Lombardo (Le voci della Luna), Giuliana Grando (Associazione Italia-Cuba), Emergency e dedicato alla Pace.

L’origine messicana, le lezioni di Martha Graham e Peter Brook, danze, ritmi e preghiere della tradizione afrocubana, balinese, tibetana, magrebina…

Eppure ogni scuola è dissolta, ogni tecnica ‘dimenticata’, ogni identità superata: in una levità e una ‘profondissima quiete’, nell’accenno a un passo di danza, nella sospensione del canto di una comunità perduta – nel mistero, nel brivido di una sua resurrezione, ora – appena, appena il cuore lo ricorda…

Grazie Jennifer !

DANZA DEFINIZIONI

JESU’ GNOSTICO (II sec a. C.):   “Chi non danza, ignora quel che accade”

F. NIETZSCHE:   “Potrei credere solo in un dio che danza

CONFUCIO

“Mostratemi come danza un popolo e vi dirò se la sua civiltà

è in buona salute”;

“Seguendo l’impulso dell’ allegrìa, l’Uomo gridò; il grido si concretò in parole,

poi muovendosi al centro, le parole si modularono traducendo l’allegria in Danza ”

FERNANDO ORTIZ:

1) “L’origine del ballo per i Neri è sempre pantomimica, simbolica: si fa ciò che si desidera che avvenga

2) “Solo il cinema potrà osservare e ritenere i misteri dellla danza, Tersicore Nera”.

3) “Quando si produce un mutamento nella struttura sociale o dello stato, cambia la funzione della danza”.

SERGIO LIFAR:

Al principio era la Danza, e la Danza era congiunta al ritmo, e il Ritmo era Danzare

[in David ARCE, Etica y estetica de la danza, México, 1949]

i BANTU’:  “Che cosa danzi ?” (invece di “chi sei ?”)

K. SACHS:   “Nella danza, creatore e creazione sono una cosa sola”

LABAN:

Danza è:

Suono che si fa eco,

Luce che si fa Immagine,

Impulso che si fa Movimento.

Il suono del corpo:

il suo RITMO (maschile),

la sua MELODIA (femminile).

bound flow”, centripeto;

free flow” centrifugo,

scattering”, proporzionale al grado di liberazione;

gathering”, si può stoppare;

deep mover” verso la Terra (pestarla);

high mover”, verso il Cielo;

gliding” (scivolare) in tipi sacri.

Simmetria della Danza Classica /

Asimmetria, rivelante (sciamanica ?)

(Fernanda Ferraresso per il Liceo Artistico P.SELVATICO) ?   Covata per mesi o per anni, senza dirmi niente, quest’Opera d’Arte Totale sull’ ACQUA, si da’ una volta sola, a due settimane dal referendum sull’acqua…

Un’incredibile opus d’ingegneria culturale, un magistero dei travasi fra i mestieri, anche quelli ancora da venire, un glocal recycling del miglior detto e agito (in youtube) che ridanza, rifrange fra il pathos del saggio di fine anno e le memorie più ancestrali dell’acqua circolante fra i viventi.

Ogni arte serve le altre, e Mnemosyne, la Fernimemoria, jeratica narra un’altra Bibbia, riscrive la creazione, anzi l’evoluzione fra micro e macro, l’indeterminazione come principio e fine, un Women androgino che solo (l’arca sul)l’acqua può riportare dagli spazi sulla terra ! Le ragazze ballano (bolle d’acqua), i ragazzi fabbricano l’arca e dipingono il mare, per farlo essere. Solo un piccolo rapper accarezza quel che non c’è.

Il mondo virtuale, il 2.0 si riincarna qui, in musica e video, invocando la democrazia dell’acqua con la democrazia dei giovani corpi.

L’Aps, che ha un monopolio di gestione dell’acqua, è sponsor di uno spettacolo il cui senso va contro i suoi interessi.

Geniale: la rivoluzione non ha bisogno di armi, ma di arte.


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2 commenti leave one →
  1. Giuseppe Ferraboschi permalink
    9 marzo 2012 22:28

    La danza di Lindsay Kemp, confrontata con quella di Parwati Dutta, (di)mostra come la scrittura (il filo d’Arianna) occidentale abbia bisogno di enfasi, di passionalità espressiva e perfino di protesi per ricomporre un corpo ferocemente smembrato dall’invidia dei Titani e per mettere in scena una morte violentemente rimossa, disperatamente rifiutata, e solo melodrammaticamente accolta (si veda anche il teatro di Carmelo Bene).

    • 10 marzo 2012 11:43

      Infatti. Lindsay Kemp e Carmelo Bene sono Autopoiesi, come ogni artista è costretto a essere in occidente. Ma la cosa è cominciata molto tempo fa, con la Passione, Morte e Resurrezione del Cristo.
      Che qualche intuizione sul potere del denaro l’ebbe. No, il Dio Unico Denaro e la sua Alta Velocità non terrà insieme l’occidente, che già si disfa: per un po’ solo il Terrore lo farà.

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