Skip to content

LEOPARDI: CANTO NOTTURNO

13 agosto 2013

Due sono le voci principali di questa ‘ballata’, essenzialmente amara. Una è appunto la voce del pensiero ‘stoico’ antico, o meglio del pessimismo radicale del Poeta. L’altra è la voce di una ‘nuova innocenza’ (direbbe Raymundo Panikkar), una semplicità e immediatezza da brivido, in quelle esclamazioni e interrogazioni alla luna, al gregge, al cosmo, a se stesso — che costituiscono la meditazione più alta e ‘purificante’ cui giunge il Leopardi — mantenendo la promessa di una fraternità con gli esseri della natura.
Due ritmi dunque: quello aspro della vana corsa e circolazione dei viventi senza riscatto. L’altro, quello lento e tenero delle domande agli ‘eterni’ (la luna, ma forse anche la greggia, certo le stelle), in un tentativo di dialogo che si rivela ogni volta impossibile. La dialettica fra le due voci tiene alta la tensione musicale del canto, assai difficile da trasformare in un’unica voce.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: