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MARIO LUZI-Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini

1 novembre 2012

MARIO LUZI-VIAGGIO TERRESTRE E CELESTE

 

Questa lettura (1994) non è un’improvvisazione, ma il frutto di uno studio sulla poesia di Mario Luzi, la sua parola alta e umile, la sua limpida penombra, i ritmi e cadenze del suo italiano ‘narrativo’. Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (Garzanti, marzo 1994) è un vertice della poesia di ogni tempo: meditazione e arte, sacralità della vita, canto di ringraziamento. Trascrivevo questi versi, così intimamente orali, come per stamparli non solo nella memoria ma nell’anima, come iniziazione a una sapienza da cui non fosse più possibile cadere – fino a una completa immedesimazione con l’immaginaria voce dell’autore. Infine misi in sequenza solo tre brevi brani: Primo cantore (p.92), Stasi – morta l’immagine (p.158), Brani di tempo e storia (p.203). La sincronizzazione con un passaggo dell’ Ein Deuchstes Requiem di Johannes Brahms (Wiener Philarmoniken, Claudio Abbado 1993) – che Carmelo Bene usava in funzione ironica – qui conferisce una drammaturgia solenne, forse non consona alla misura del buon Luzi. Comunque il file audio è da anni presente, quale “Omaggio a Luzi”, sul portale de ilnarratore.com.  

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