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CLARIBEL ALEGRIA-AMERIKAN WAY OF DEATH

9 ottobre 2012

 “Ti ho sognato…cullavi contro il tuo petto un remo di ossidiana…il popolo è l’altro tuo remo / ed è alla deriva…” scrive (“Cordoglio a Montezuma”) Claribel Alegría, quasi novantenne poetessa nicaraguense, presentata alla Fondazione il Fiore di Firenze dal Centro Studi Jorge Eielson – Martha Canfield, Antonella Ciabatti e Andrea Spadola. Montezuma è inclusa in Alterità (Sassuolo ed. 2012, trad. Daniela Ruggiu, intr. Gioconda Belli), dove altre figure, quali Giobbe, Dafne, Selene a Endymione, subiscono un processo di ‘desolazione’ esistenziale – al pari di Penelope (che scrive a Odisseo di non tornare) e Malinchi, la famosa “traduttrice-traditrice” dei Maya, che qui denuncia di esser stata venduta come schiava a Cortez. Lo stesso editore ha tradotto Ceneri d’Izalco (1966), scritto assieme al marito nordamericano Darwin Flakoll sul massacro di contadini del 1932. Alle immedicabili ferite della storia (non solo) centro-americana risponde solo un’indomabile passione d’amore e una sgomenta solitudine, in un dettato semplice e universale. Abbiamo qui scelto un testo attualissimo per i giovani d’occidente.  

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